La più recente versione di Red Hat OpenStack Platform crea una base comune per container Linux e macchine virtuali

13 Nov 2018
Posted in Tecnologia
13 Nov 2018 Gter

Milano – 13 novembre2018 –Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia Red Hat OpenStack Platform 14, più recente versione della propria soluzione IaaS (Infrastructure-as-a-Service) cloud-native, apps-ready e assolutamente scalabile.

Basato sulla release comunitaria OpenStack “Rocky”, Red Hat OpenStack Platform 14 si integra in modo più stretto con Red Hat OpenStack Container Platform, la piattaforma Kubernetes enterprise più completa del mercato, estendendo ulteriormente il supporto Kubernetes su OpenStack di livello enterprise.

Grazie a funzionalità aggiuntive che ottimizzano il consumo di risorse bare-metal e migliorano l’automazione del deployment, Red Hat OpenStack Platform 14 intende offrire una singola offerta infrastrutturale che può rappresentare la base per workload tradizionali, virtuali e cloud-native.

Secondo Gartner, “il panorama dell’adozione cloud vede hybrid cloud e multicloud. Entro il 2020, il 75% delle organizzazioni avrà implementato un modello multicloud o hybrid cloud”. Questo trend indica a Red Hat che, come componente hybrid cloud, infrastrutture private cloud estremamente scalabili, come Red Hat OpenStack Platform, possano giocare un ruolo chiave nel modo in cui le organizzazioni IT gestiscono workload tradizionali e cloud-native in modo più omogeneo e affidabile.

Costruito sulla base della principale piattaforma enterprise Linux al mondo, Red Hat OpenStack Platform consente alle aziende di trasformare la propria infrastruttura IT in un ambiente più agile, efficiente e innovativo. Modulare nel design, aiuta a ottimizzare le operazioni IT nel caso di applicazioni tradizionali esistenti, fungendo parallelamente da base per lo sviluppo e l’implementazione di applicazioni cloud-native.

“Come standard di fatto nell’orchestrazione di container Linux, l’adozione di Kubernetes rappresenta spesso un elemento chiave nel mix tecnologico per una digital transformation enterprise ma, affinché le aziende possano sfruttarne appieno il potenziale, richiede una base scalabile e flessibile”, spiega Joe Fernandes, vice president, Products, Cloud Platforms, Red Hat.

“Unendo in modo più stretto la piattaforma Kubernetes enterprise più completa del mercato in Red Hat OpenShift con la più recente versione di Red Hat OpenStack Platform, forniamo una base solida e affidabile per i workoad cloud-native.

Questo consente ai team IT di adottare l’innovazione in modo più efficace, con la consapevolezza di poter estendere, bilanciare e gestire l’infrastruttura sottostante su più footprint differenti, compresi i server bare-metal.”

Integrazione tra Kubernetes enterprise e Red Hat OpenShift Container Platform

Con il passaggio verso container e applicazioni cloud-native ormai diventato un elemento importante delle strategie di digital transformation enterprise, la capacità di poter implementare e scalare in modo efficace Kubernetes a livello enterprise diventa una necessità per i team IT. Per rispondere con successo a questa sfida, Red Hat OpenStack Platform 14 non solo può ospitare Red Hat OpenShift Container Platform, ma anche automatizzare i requisiti di scalabilità e il provisioning della piattaforma Kubernetes enterprise di Red Hat. Tra queste funzionalità:

  • Provisioning automatico di risorse bare metal e infrastruttura virtuale per Red Hat OpenShift Container Platform su nodi Red Hat Enterprise Linux, che aiuta a creare una soluzione cloud unificata per container e workload virtuali per le organizzazioni che si muovono verso workoad cloud-native su bare-metal.
  • Implementazione automatica di cluster Red Hat OpenShift Container Platform production-ready e in alta disponibilità, che crea un percorso verso la continuità operativa senza singoli punti di failure.
  • Networking integratoche permette a workload OpenShift container-based e a workload virtuali OpenStack relative allo stesso tenant di essere collegati allo stesso network virtuale (Kuryr), migliorando le prestazioni dell’architettura.
  • Utilizzo automatico dei servizi di load balancer integrati di OpenStack per i workload di front-end basati su container.
  • Utilizzo dello storage a oggetti integrato di OpenStack per ospitare in modo efficiente i registri dei container.

Inoltre, Red Hat OpenStack Platform 14 porta nodi Red Hat OpenShift scale-out e scale-in director-based, consentendo alle aziende di incrementare o ridurre risorse in base alle variazioni nei requisiti dei workload. Questo aiuta a migliorare l’efficienza dell’elaborazione, senza limitare la capacità da parte di un’organizzazione di esplorare nuove offerte di servizi o linee di business.

Gestione estesa di Red Hat OpenStack Platform per nodi bare-metal

Portare workload emergenti su server bare-metal offre alle aziende la possibilità di sperimentare direttamente la potenza delle tecnologie cloud-native, con la potenza illimitata di elaborazione offerta dal moderno hardware. Per rispondere meglio a questa necessità, Red Hat offre un’esperienza di gestione coerente e omogenea tra nodi virtuali e bare-meta

Grazie a Red Hat OpenStack Platform su bare-metal, i team IT possono ora portare workload cloud-native, come quelli che operano su Red Hat OpenShift Container Platform, su server bare-metal in modo gestito ed omogeneo, migliorando velocità e agilità senza dover scendere a compromessi sul controllo o sulla stabilità delle operazioni. Come parte di ciò, l’integrazione tra networking Ansible e provisioning bare-metal automatizza la riconfigurazione degli switch di rete per garantire un adeguato isolamento dei tenant. Inoltre, Red Hat OpenStack Platform su bare-metal si combina con un programma di certificazione hardware per offrire un’opzione di acquisto semplificata e a costi contenuti, offrendo ai clienti la fiducia che l’hardware sia certificato per operare.

Implementazione semplificata di Red Hat OpenStack Platform con Red Hat Ansible Automation

Red Hat OpenStack Platform 14 estende ulteriormente l’integrazione con Red Hat Ansible Automation, rendendo il processo di implementazione ancor più semplice che in passato. I team operativi IT possono avere una preview di Red Hat OpenStack Platform prima che vada live, in modo da poter meglio identificare e risolvere eventuali problemi. Ulteriore visibilità è garantita durante lo stesso processo di deployment, rendendo più facile identificare punti di failure e possibili attività di remediation, compresa la capacità di ripetere e applicare nuovamente singoli passaggi dell’implementazione se necessario.

La più recente versione della piattaforma IaaS di Red Hat porta anche una serie di funzionalità nuove e migliorate pensate per i clienti enterprise, tra cui:

  • Scalabilità del processore per workload emergenti e particolarmente impegnativi, quali Artificial Intelligence (AI) e rendering grafico grazie a una Technology Preview delle funzionalità vPC di NVIDIA GRID. Questo consente la condivisione delle GPU di NVIDIA tra più applicazioni e macchine virtuali, rendendo più semplice scalare risorse per rispondere alle necessità di applicazioni impegnative.
  • Livelli superiori di disponibilità storage, gestione, data migration e sicurezzagrazie a una migliore integrazione con Red Hat Ceph Storage, che comprende la possibilità di condividere gli stessi volumi storage di Cinder tra più macchine virtuali.
  • Inclusione di un rivoluzionario strumento di analisi del network indipendente dai layer, che semplifica il processo di verifica, documentazione e troubleshooting di topologie virtuali complesse (Skydive, Tech Preview).

Supporto multi-architetturale

Non esiste un’implementazione unica quando si parla di enterprise IT – ogni organizzazione deve poter selezionare lo specifico mix di hardware, software infrastrutturale e applicazioni end user che risponde alle proprie necessità. A supporto di questo desiderio di scelta da parte del cliente, Red Hat conferma il proprio impegno verso una maggiore libertà di scelta, rendendo Red Hat OpenStack Platform 14 supportato non solo su hardware x86 ma anche su IBM POWER.

 

 

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