Comunicazione

IPSOS: AMAZON, GOOGLE E WHATSAPP SONO I BRAND PIÙ INFLUENTI IN ITALIA

Ipsos, player mondiale nel settore delle ricerche di mercato, ha stilato la nuova classifica 2018 ‘The Most Influential Brands’, ovvero le 100 marche in Italia che, secondo l’opinione di oltre 4.000 italiani, sono in grado, in modi e per motivi differenti, di ‘influenzare’ le nostre vite.

La ricerca è stata presentata ieri nel capoluogo meneghino. Cinque, secondo Ipsos, sono i fattori chiave che determinano l’influenza di una marca sulla vita quotidiana dei consumatori: Engagement (coinvolgimento), Leading Edge (innovazione, capacità di far tendenza), Trustworthy (fiducia, affidabilità), Corporate Citizenship (impegno e ruolo sociale), Presence (presenza).

“Il processo d’identificazione tra noi e i brand influenza le nostre abitudini, i nostri comportamenti e i modi di fare acquisti nella vita di tutti i giorni”, osserva Nicola Neri, amministratore delegato Ipsos.

Nella classifica 2018 spiccano le realtà che offrono servizi il più possibile personalizzati e/o personalizzabili e che danno alle persone ampia libertà di scelta, rispondendo in modo rapido e puntuale ai loro bisogni.

In termini di servizi e di capacità di soddisfare velocemente le esigenze, al primo posto compare Amazon che, per la prima volta, spodesta il primato di Google. Al terzo gradino del podio Whatsapp. Due le new entry nella Top 10: la società di pagamento digitale PayPal debutta al quarto posto e IKEA al decimo.

Fuori dai dieci, per la prima volta, tutte le aziende del comparto Food che rimangono comunque nei posti alti della classifica generale come Nutella (12°), Parmigiano Reggiano (13°), Barilla (15°), Grana Padano (17°), Ferrero (18°). Grande balzo in avanti di Netflix che dalla 80a posizione passa alla 26a. Anche Spotify, piattaforma streaming musicale che registra un salto in avanti dalla posizione 82 alla 53.

Tra le aziende che operano nel settore moda spicca Zalando che, per la prima volta in classifica, entra direttamente al 29° posto. Tra i giovanissimi (la cosiddetta generazione Z, tra i 15 e i 22 anni) Whatsapp è al primo posto, Amazon solo al terzo, dopo Google, Facebook scende al quinto, mentre compare al sesto posto Instagram, che non è presente nella Top 10 delle altre fasce di età prese in considerazione.

“I risultati evidenziano in maniera inequivocabile come il successo di un brand passi attraverso la sua capacità di sapersi modellare e adattare a seconda delle specifiche richieste del consumatore.

Cerchiamo brand a cui ispirarci, in cui identificarci, che sappiano parlare un nostro personale linguaggio fatto di valori e simboli condivisi – conclude Neri -: i brand contenitori che propongono un’ampia libertà di scelta in cui ognuno può trovare il suo servizio/prodotto personalizzato stanno diventando i nuovi punti di riferimenti in ogni nostra azione quotidiana.

Le strategie di marketing e comunicazione vincenti non possono prescindere dal porsi interrogativi sull’identità di marca e soprattutto su come creare engagement ed empatia con il target di riferimento”.

La ricerca è stata presentata ieri a Milano con la partecipazione di Barbara Cominelli, direttore Marketing & Operations di Microsoft Italia, Paolo Iabichino, direttore creativo di Ogilvy che ha spiegato quanto il concetto di identità sia parte integrante del processo creativo, e Giovanni Boccia Artieri, sociologo, saggista e professore di Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.

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